Origine e diffusione

Il melograno è ritenuto originario dell’Asia sud – occidentale, ed è stato coltivato nelle regioni caucasiche da tempo immemorabile. In Asia è attualmente coltivato ampiamente in Armenia, Azerbaigian, Iran, Afghanistan, Turchia, Israele, e nelle parti più aride del Sud-Est Asiatico, dall’Arabia al Pakistan, India, Malesia, Indonesia; è inoltre coltivato nelle regioni aride dell’Africa tropicale[2]. È presente da epoca preistorica nell’area costiera del Mediterraneo, risulta storicamente che vi sia stato diffuso dai Fenici, dai Greci e in seguito dagli Arabi. Fu introdotto in America latina dai colonizzatori spagnoli nel 1769, ed è attualmente coltivato ampiamente in Messico e, negli Stati Uniti, in California ed Arizona.[3]

Il nome di Genere Punica deriva dal nome romano della regione geografica costiera della Tunisia, e della omonima popolazione, altrimenti chiamata cartaginese (popolazione di estrazione fenicia che colonizzò quel territorio nel VI a.C.); le piante furono così nominate perché a Roma i melograni giunsero da quella regione.

Il nome “melograno” deriva dal latino malum (“mela”) e granatum (“con semi”). La stessa origine è riconosciuta anche in altre lingue come in inglese “Pomegranate”, ed in tedesco “Granatapfel” (mela coi semi). In antico inglese era noto con il nome di “apple of Grenada” (mela di Granada).

La città spagnola di Granada ha infatti nello stemma un frutto di melograno, in spagnolo (granada) ed in antico francese (la grenade) significavano appunto melograno, la denominazione della città spagnola deriva dalla introduzione del frutto operata dalla dominazione moresca nella penisola iberica.

In italiano il nome melograno è derivato direttamente dal latino: malum punicum o malum granatum; in italiano il frutto è nominato col termine di “melagrana”.

Una radice del nome del melograno deriva dall’antico egiziano rmn, da questo deriva l’ebraico rimmôn, e l’arabo rummân.

Dall’arabo il termine passò ad altre lingue, come il portoghese (romã),[4] nella lingua della Cabilia (rrumman) e nel maltese (“rummien”).